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GIOCAntartide ti permetterà di imparare giocando e scoprire il continente

App, sviluppata per il Museo Nazionale dell’Antartide – Sezione di Trieste dalla Divulgando S.r.l


Climate in Antarctica from Sediments and Tectonics

CLAST è una applicazione per iPad didattica e interattiva, sviluppata per spiegare argomenti di Geologia e Scienze della Terra.


 

Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
Flexhibit

Far lavorare gli studenti come se fossero dei piccoli scienziati che organizzano una mostra sulle scienze polari.


 

Data: 
26/05/2014

Numerose stime sul numero, l’estensione e il volume totale dei ghiacciai presenti sulla Terra sono state formulate ed aggiornate  man mano che le osservazioni a terra, da aereo o da satellite si andavano sviluppando ad opera di organizzazioni nazionali ed internazionali. Le prime osservazioni sistematiche sui ghiacciai sono iniziate sul finire del XIX secolo.  Nel 1894, durante il VI Congresso Geologico Internazionale, fu istituita la Commissione Internazionale sui Ghiacciai, il cui operato è proseguito nel tempo; dal 1986 è attivo il World Glacier Monitoring Service (Zurigo), che aggiorna ed estende le informazioni raccolte sui ghiacciai dalle nazioni aderenti. Tra i primi a porsi l’obiettivo di un censimenti dei ghiacciai va ricordato il Comitato Glaciologico Italiano che sin dal 1914 promosse una tale iniziativa. Questa si concretizzò nel 1925 con un elenco dei ghiacciai Italiani ad opera di C. Porro, completato nel 1927 da un atlante alla scala 1:500.000 (C. Porro e P. Labus). Altri catasti generali o parziali dei ghiacciai italiani sono poi stati prodotti.   

L’avvento delle tecniche di osservazione e misura da aereo e da satellite ha reso possibile lo studio dei ghiacciai anche nelle aree più remote e di difficile accesso.  Poiché i ghiacciai sono, da un lato, uno dei più espliciti indicatori del cambiamento climatico e poiché una delle incognite maggiori è il loro contributo alla risalita del livello del mare, intensi sforzi internazionali di ricerca sono stati condotti recentemente, in vista della pubblicazione del 5° Rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). E’ così stato recentemente realizzato un censimento globale dei ghiacciai, basato su osservazioni e misure da satellite, al quale hanno contribuito numerosi ricercatori e organizzazioni nazionali e internazionali. Si tratta del “Randolph Glacier Inventory: a globally complete inventory of glaciers” (Journal of Glaciology, 2014), così denominato dalla località negli USA in cui è stato programmato. Sono stati presi in considerazione i ghiacciai montani e le piccole calotte  polari, con l’esclusione delle grandi calotte di dimensione continentale della Groenlandia e dell’Antartide (ice sheet). I ghiacciai della Terra sono stati raggruppati in 19 regioni, le più importanti delle quali per estensione dei ghiacciai sono l’Alaska, il Canada Artico, i ghiacciai periferici della Groenlandia,  l’Himalaya e le isole subantartiche. In ogni regione sono stati presi in considerazione i ghiacciaia con superficie superiore ad 1 ettaro e per ognuno di essi è stato delineato il contorno, ne sono state misurate l’estensione e alcune caratteristiche geometriche. Con questa limitazione sono stati identificati complessivamente sulla Terra 197.654 ghiacciai, con una superficie totale di circa 727.000 km2 ed un volume totale stimato tra 140 000 e 170 000 km3. Se si includessero anche i ghiacciai più piccoli, il loro numero complessivo raddoppierebbe, ma l’area aggiuntiva aumenterebbe solo di poco più del 1 % .

Quello che più conta è che in tutte le 19 regioni il bilancio di massa è negativo, cioè i ghiacciai cedono più acqua agli oceani di quanta non ne trattengono, così che si stima che il loro contributo attuale alla risalita del livello degli oceani sia di 0,76 mm/anno. Pur rappresentando i ghiacciai qui considerati meno dell’1% del volume totale del ghiaccio sulla Terra, essi contribuiscono alla risalita del livello degli oceani quanto unitamente le grandi calotte dell’Antartide e della Groenlandia, in cui è contenuta la quasi totalità del ghiaccio presente sulla Terra (Frezzotti e Orombelli, 2013). Ultimamente il contributo eustatico (cioè la restituzione d’acqua dai ghiacciai all’oceano) ha superato quello sterico (cioè l’aumento di volume delle acque oceaniche per aumento della loro temperatura). I ghiacciai montani, in larga misura costituiti da ghiaccio alla (o prossimo alla) temperatura di fusione, sono chiaramente i più colpiti dal cambiamento climatico e continueranno a ridursi, anche perché la loro risposta è ritardata rispetto alla sollecitazione climatica.

Molte indicazioni suggeriscono che è in atto qualcosa di nuovo rispetto a quanto sperimentato dai ghiacciai montani nei secoli e negli ultimi millenni passati: le cause naturali non sono sufficienti a spiegare il ritiro generalizzato e simultaneo dei ghiacciai, che pertanto non può essere imputato che alle attività umane (The Geological Society, 2013).

G.Orombelli