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GIOCAntartide ti permetterà di imparare giocando e scoprire il continente

App, sviluppata per il Museo Nazionale dell’Antartide – Sezione di Trieste dalla Divulgando S.r.l


Climate in Antarctica from Sediments and Tectonics

CLAST è una applicazione per iPad didattica e interattiva, sviluppata per spiegare argomenti di Geologia e Scienze della Terra.


 

Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
Flexhibit

Far lavorare gli studenti come se fossero dei piccoli scienziati che organizzano una mostra sulle scienze polari.


 

Data: 
08/07/2014

Un recente lavoro, pubblicato su PNAS, riguarda il flusso di calore alla base del Thwaites Glacier, in una delle aree più instabili della calotta dell’ Antartide occidentale. Lo studio mediante la combinazione di profili radar da aereo con modelli fisico-matematici ha dimostrato che alla base del ghiacciaio esistono ampie aree caratterizzate dalla presenza di acqua allo stato liquido. La presenza di una maggiore quantità di acqua si osserva soprattutto nelle zone adiacenti al vulcano Mount Takae soggette ad un flusso di calore più elevato da attribuirsi alla presenza di magma in raffreddamento ed a spessori di crosta ridotti legati al rift occidentale che attraversa l’intero continente antartico.

Un secondo lavoro, pubblicato su Nature Geoscience riguarda una zona ristretta sud del Mount Waesche, un vulcano considerato attivo fino a 100.000 anni fa e mette evidenza la presenza di una importante attività sismica che potrebbe preludere ad una eruzione. L’Antartide ed in particolare l’area del rift occidentale è caratterizzata dalla presenza di numerosi vulcani attivi sia sub-aerei, sia subglaciali. Il lavoro prende anche in considerazione gli effetti di una possibile eruzione subglaciale sull’equilibrio dei ghiacci in un’area così sensibile come l’Antartide occidentale che potrebbe produrre in tempi rapidi (giorni) la fusione una enorme quantità di ghiaccio perturbandone la dinamica.

E’ ampiamente riconosciuto che la variabilità del regime idrologico e della natura delle rocce e l’insieme alla geologia del substrato delle calotte glaciali esercitano un controllo importante sulla loro evoluzione e sulla loro stabilità. Le acque presenti alla base delle calotte funzionano da lubrificante e fanno aumentare la velocità di scorrimento delle lingue glaciali contribuendo ulteriormente alla loro contrazione.

L’evidenza di un flusso di calore elevato e spazialmente variabile al di sotto della calotta occidentale dell’Antartide è  stata utilizzata da alcuni media  a sostegno della tesi che l’instabilità della calotta è causata da forzanti naturali (interni al sistema del pianeta) e non da forzanti antropogenici, legati alla immissione di gas serra da parte dell’Uomo.

Nella polemica giornalistica e televisiva, sul ruolo dei forzanti “non antropogenici” del riscaldamento globale e della dinamica glaciale antartica sono intervenuti Schroeder e coautori, precisando, da un lato, che il loro studio non riguarda il contributo antropogenico al riscaldamento globale e dall’altro che la fusione del ghiaccio  nell’area di studio, legata ad un più elevato flusso di calore per la presenza del magma, è  quantitativamente marginale se comparata a quella che si produce sul fronte delle lingue glaciali e alla quantità di precipitazioni che controlla l’accumulo e quindi lo spessore dei ghiacci.

Conclusa la querelle mediatica è opportuno sottolineare che l’entità e la distribuzione spaziale  del flusso di calore al di sotto della calotta antartica è praticamente sconosciuto e rappresenta una delle maggiori incognite  nella modellizzazione del comportamento delle calotte e della loro influenza sulla variazione del livello marino globale, che a tutt’oggi, come emerge dall’ultimo rapporto dell’IPCC, risultano non adeguatamente conosciute e prevedibili.

 

Schroeder D.M., Blankenship D.D., Young D.A. & Quartini E., 2014. Evidence for elevated and spatially variable geothermal flux beneath the West Antarctic Ice Sheet. Proceedings of the National Academy of Sciences (2014), Vol. 111, No. 25, 9070–9072. doi:10.1073/pnas.1405184111

Lough A.C., Wiens D., Barscheck C.G., Anandakrishnan S., Aster R.C., Blankenship D.D., Huerta A.D., Nyblade A., Young D.A. & Wilson T., 2013. Seismic detection of an active subglacial magmatic complex in Marie Byrd Land, Antarctica. Nature Geoscience, 6, 1031–1035. doi:10.1038/ngeo1992

 

Massimo Pompilio