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GIOCAntartide ti permetterà di imparare giocando e scoprire il continente

App, sviluppata per il Museo Nazionale dell’Antartide – Sezione di Trieste dalla Divulgando S.r.l


Climate in Antarctica from Sediments and Tectonics

CLAST è una applicazione per iPad didattica e interattiva, sviluppata per spiegare argomenti di Geologia e Scienze della Terra.


 

Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
Darwin - L'origine delle specie
Flexhibit

Far lavorare gli studenti come se fossero dei piccoli scienziati che organizzano una mostra sulle scienze polari.


 

Data: 
22/02/2016

Negli anni ’70 -‘80 dello scorso secolo alcuni ricercatori, particolarmente geniali, avevano ipotizzato l’esistenza, durante le glaciazioni, di una spessa piattaforma di ghiaccio di origine continentale galleggiante sull’Oceano Artico, per spiegare incongruenze tra il volume totale dei ghiacci continentali desunto da dati geochimici e le ricostruzioni delle variazioni del livello del mare. Il volume di ghiaccio della piattaforma avrebbe confermato le stime geochimiche di un maggior volume totale di ghiaccio senza inficiare i dati di livello del mare, in quanto, trattandosi di ghiaccio galleggiante, alla sua fusione non avrebbe influito su di esso. Ora è noto che, mentre ai margini dell’Antartide esistono attualmente piattaforme di ghiaccio galleggianti, estese centinaia di migliaia di km2 , dello spessore di numerose centinaia di metri, formate dallo sbocco di ghiacciai continentali nell’Oceano Meridionale, attualmente sull’Oceano Artico non vi sono piattaforme glaciali di origine continentale (salvo alcuni piccoli lembi lungo le coste del Canada Artico e della Groenlandia), ma unicamente è presente una estesa sottile crosta di ghiacci marini, dovuti cioè a congelamento dell’acqua di mare, dello spessore dell’ordine dei metri.

Recenti indagini sui fondali dell’Oceano Artico (Jakobsson et al., 2016; Domack, 2016) hanno confermato ed esteso alcune precedenti parziali osservazioni di solchi di erosione glaciale sui fondali dei rilievi sottomarini, tra loro congruenti ad indicare l’esistenza di un enorme piattaforma di ghiaccio galleggiante, localmente  spessa anche più di 1 km ed avente un’estensione di oltre 4 milioni di km2 (più di 4 volte l’estensione totale attuale delle piattaforme antartiche), interamente galleggiante sull’Oceano Artico centrale,  salvo ove si appoggiava e strisciava su rilievi sottomarini, quali la Dorsale di Lomonosov , fino ad una profondità di oltre 1000 m. Le linee di flusso, desunte da grandi solchi d’erosione allungati e paralleli e da altre forme allungate di modellamento subglaciale, indicano che tale piattaforma era formata da ghiaccio continentale proveniente dalla grande calotta glaciale nord-americana (settore canadese) e dalla grande calotta euroasiatica (settori siberiano e scandinavo) e che il ghiaccio della piattaforma defluiva verso l’Atlantico settentrionale, confermando le ipotesi avanzate oltre trent’anni fa. Numerose evidenze  stratigrafiche suggeriscono che tale piattaforma galleggiante artica sia esistita durante la penultima glaciazione (intorno a 140 – 160 mila anni fa, stadio isotopico 6) e forse anche nelle precedenti, ma non nell’ultima glaciazione.

Giuseppe Orombelli